TURBANISTA "UN GESTO DI DOLORE TRASFORMATO IN ORGOGLIO, DAL DOLORE LA GRAZIA, DALLA PRIVAZIONE LA DIGNITÀ"
- Rosanna La Rosa

- 12 nov 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Con TURBANISTA ho voluto rendere omaggio al gesto di rivalsa e di eleganza che nasce dal dolore.

Un tempo, i capelli venivano tagliati alle donne schiave per cancellarne la bellezza, ma loro seppero trasformare la ferita in arte, coprendo il capo con turbanti che divennero simbolo di orgoglio e libertà.
Oggi, quel gesto vive ancora: donne di ogni colore lo fanno proprio, in segno di solidarietà e di non discriminazione.
La figura del mio quadro, una donna bianca, rappresenta questa unione che supera le differenze e parla un linguaggio universale di rispetto e sorellanza.
È durante la schiavitù che nasce quello che oggi è il tipico copricapo femminile, un accessorio trendy ma usato anche da donne che stanno lottando per propria la vita
TURBANISTA è la storia di una donna che non si arrende.
A cui è stato tolto qualcosa, ma che ha scelto di non lasciarsi spogliare della propria essenza.
Il turbante diventa allora un atto d’amore verso se stesse,
un segno di orgoglio, una corona invisibile intrecciata di memoria e coraggio.
Ogni piega, ogni nodo, racconta una storia di riscatto e di creatività. Non è un velo che copre, ma un simbolo che rivela.
Ogni turbante che sia di ieri o di oggi
ci ricorda che la bellezza non si piega, si reinventa.



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